Contenuti per adulti
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Ancora mi ricordo quei momenti
In cui tutti i tuoi intenti diventavano dolenti
Il passaggio:
Da aspettativa a delusione
Da spinta a regressione
Da "amici", a paura di quelle persone
Molti si aspettano che arrivi tardi
Alla fine i bambini giocano
Le mamme lavorano
I papà tornano stanchi
E se in tutto ciò qualche piccola perla
Venisse sporcata:
da traslucida
A opaca e a tratti riflettente
Di tutto quel male che passa tra la gente
Eppure io non capisco
Perché uccideresti mai un ragno, un insetto, un usignolo?
L'ho fatto anch'io, a tratti non me lo perdono
Ho giudicato, ho sbagliato, ho domandato
Sin da piccolo mi tartassavo
Quando ti senti la colpa di tutto
Ti spezzi, ti sgretoli,
Ti riempi di stucchevoli risposte
E rimani asciutto
Cenerizzato, un fuoco a lutto
E iniziano i giri della morte,
da quelle piccole giostre
Come si fa' a non darsi la colpa?
Quando senti tutto addosso,
quando senti un rimpianto, un rimorso
Cerchi il colpevole a ogni costo
E a questo punto
Intersecare e collidere sono lo stesso verbo:
Costringere
Costringere a capire da dove viene quel dolore
Da te o da altri?
E se avevi basato tutto su quello
Tu sei uno dei tanti?
Saresti disposto anche a dire che il dolore e tuo e il male è altrui
Per scindere la linea dei deboli e dei forti
Tra te e lui
Ennesimo fantasma che bussa alla mia porta
Che sarebbe fischio nel vento, senza una scorta
Il male non è relativo, vacci piano
È dentro di noi, che tu sia diavolo o cristiano
È una scelta, nel casinò dell'universo
E in mezzo a tutto questo
Chi si oppone al gioco,
Alle roulette
Alle slot
Alle carte
Al black jack
Al poker
Ai dadi
A alle probabilità di un dio?
Uno zappatore
Un lavoratore
Un testimone
Qualcuno che vale più di quanto costa
Uno che sbaglia e va avanti ogni giorno, senza sosta
Qualcuno che ha saputo leggere prima di scrivere
E anche se giudicava da quelle copertine
Oggi si accorge che tutti i libri si coprono in cartine
Fumano nel baratro
Barattolo di questo mondo
Opponiti
Non per un contenitore più grande
Non sei un Bastian Contrario
Sei un bastardo, vivo, con gli occhi di un bambino
Travestito da sicario
Sono colui che non ha parlato
E che si dà la colpa, per non far piangere
Né la vittima, né chi l'ha pagato
Ma nell'anima non c'è giustizia,
C'è vendetta
E quando si scarica su di te
Non basta un proiettile per tutti quei pensieri
Ma un pianoforte
che suona i tasti di un dolore
Cullandomi in picchi di lamenti
Annullandomi
In una ninna nanna insonne
Perché ho scritto un'altra poesia che vi piace
Che parte da un punto
E finisce per dar torto a chi ha ragione
Tutti zitti,
sentite il silenzio degli imperfetti
Senza essere sconfitti
Perché la dignità di quelle sconfitte
Lava le coscienze di chi si sente puro, uno su mille
Sono la telecamera
Che guarda al microscopio,
il codice di questo male
E mi butto nell'immagine
Fino a bucare
Evolvere
Mortalizzare